Il Canto Armonico Tibetano

tratto da: "www.latartaruga.net"

 

 

Che cosa sono gli armonici?
Gli armonici sono la materia stessa del suono. Se noi riusciamo a riconoscere, a parità di nota, un flauto da un violino, lo dobbiamo agli armonici: a seconda di come si mescolano tra di loro, quali emergono e quali rimangono in secondo piano.
Si dice che non esistono due voci umane uguali tra loro; è come se gli armonici di ciascuno di noi fossero mescolati in maniera diversa e in questo modo raccontassero la nostra storia...
Gli armonici sono multipli della nota fondamentale. Se chiamiamo la fondamentale 'uno', l'armonico 'due' vibrerà due volte la fondamentale, l'armonico 'tre' tre volte la fondamentale, e così via all'infinito.
Armonici, overtones, ipertoni, sono molti i modi in cui vengono chiamate queste strane presenze all'interno di una nota: segno di una profonda riscoperta di questo fenomeno sonoro, dei suoi misteri, del suo passato, delle sue prospettive terapeutiche.

La storia del canto con gli armonici
La storia del canto con gli armonici si perde nella notte dei tempi ed è sicuramente destinata a ridiventare una sorta di linguaggio universale.
Anche se sono particolarmente evidenti nella tradizione tibetana, mongola tuvana, si può dire che in ogni cultura c'è una particolare attenzione per gli armonici. Nell'antica Grecia uno dei metodi di cura basilari consisteva nell'ascolto del suono dell'acqua, ricchissimo di armonici! Nella Qabbala si invocano le energie dei Sefiroth tramite vocalizzi con armonici. In India, ogni pezzo musicale è preparato con il suono della tampura, ricchissimo di armonici. In Australia abbiamo il didgeridù.
Ma è soprattutto in Mongolia e nella vicina regione siberiana di Tuva che gli armonici vocali sono preminenti ed è legato a cerimonie sciamaniche.
Sottolineare nella voce un armonico non è mai una tecnica, ma energia sonora viva e pura, in grado di connettere l'uomo alle forze della natura e della guarigione.

Il canto tantrico tibetano

Uno spazio a parte merita lo stile di canto dei monaci tibetani: per il fascino estremamente primordiale dei

suoni che producono; per le loro voci che sono come il fuoco su cui aleggiano armonici paragonabili a voci bianche di bambini; forse perché la nascita di questo stile è legata a leggende, o forse perché esso è stato gelosamente tenuto segreto per millenni fino a quando, negli anni Settanta, alcuni monaci cominciarono a diffonderne il segreto.
Infatti, un aspetto interessante di questa pratica di canto è che non può essere insegnata. Se ne possono trovare alcune descrizioni e anche esercizi per metterlo in pratica, ma in realtà esso si apprende quasi per una sorta di 'trasmissione', quando il momento per la persona è giunto.

Si racconta che una notte del 1433 il lama tibetano Je Tzong Sherab Senge sentì in sogno questo suono sorprendente e il mattino successivo lo ritrovò nella sua voce!
 

Il Canto Essenico
Gli Esseni - confraternita di iniziati collegati a Gesù - avevano una caratteristica particolare: quella di curare con la voce!
Una voce dolce e potente, manifestazione dell'Essere e strumento di evoluzione interiore.
Ed è proprio la voce il cuore del lavoro: la ricerca, in ogni persona, di quell'unica voce che è la quintessenza del corpo e la sua manifestazione profonda.

Praticare gli Armonici (Overtones)
Il canto con gli armonici (overtone singing, canto difonico, canto armonico, diplofonie e triplofonie) più che una tecnica è una disciplina yogica, che permette di sintonizzarsi con l'energia del suono. Non a caso i mongoli e i tuvani lo utilizzavano nelle loro pratiche sciamaniche.
II compositore tedesco Karlheinz Stockhausen afferma che gli esecutori, dopo le prove e svariate esecuzioni, non erano più le stesse persone di prima. II suono ha questo grande potere: non è tanto una medicina o una ricetta, quanto un agente trasformatore, che cambia la persona e la guida nel proprio cammino, rischiarando le sue più profonde aspirazioni.
Questi suoni via via più sottili, ricaricano la corteccia cerebrale, attivano la coscienza corporea e tutto il sistema nervoso. Si scopre così che il campo uditivo non ha limiti, e a un certo punto l'ascolto diventa così sottile da diventare pensiero, intenzione, intuizione.
Il segreto per cantare con gli armonici sta nell'imparare ad ascoltarsi lasciandosi contemporaneamente andare all’energia sonora.
Noi stessi siamo un accumulatore di energia.

Lavorando su noi stessi, esercitando la voce in un giusto atteggiamento che richiede allo stesso tempo: respirazione addominale; decontrazione di uno schema corporeo correttamente riallineato e neutralizzazione di ogni interferenza affettiva e mentale, partiamo alla ricerca della nostra vera voce, di quell'unica voce.
Quindi la padronanza della respirazione, del Soffio, della vibrazione, del suono, della voce e del canto sono i gradini della nostra evoluzione vocale.
L'impressione di gravare a terra con tutto il peso e allo stesso tempo ergersi in tutta la propria statura privi della volontà di stare diritti, ci prepara alla purificazione attraverso l'aria e attraverso il suono, donando così al cantore una emissione generosa della propria voce ma allo stesso tempo una ricezione fiduciosa che è la nostra rinnovata capacità di ascoltare e sentire.

Prospettive terapeutiche
II canto con gli armonici non lascia mai indifferenti, sembra anzi avviare un processo di purificazione profonda. L’attivazione di frequenze acute permette inoltre una 'ricarica' della corteccia cerebrale (che si nutre per il 95% di stimoli sonori), prevenendo così stress, ansia, fatica. È possibile, inoltre, 'proiettare' i suoni armonici in svariate parti del cervello (i tibetani, per esempio, proiettano alcuni armonici nella ghiandola pineale).
Inoltre, nella terapia vocale, quando la voce esprime liberamente un'emozione bloccata, si producono armonici naturalmente.

 

 

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