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La
Piramide dei segreti
Adattato da "La Piramide dei segreti - I misteri della Grande Piramide
alla luce dei miti della creazione", di Alan F. Alford, pubblicato da
Newton & Compton editori, aprile 2004.

Primitiva centrale
energetica... rifugio antiaereo contro l’impatto di meteoriti... aerofaro
per gli alieni.
Ci sono state molte teorie stravaganti sulla Grande Piramide. Ora un nuovo
affascinante libro suggerisce che fosse costruita come un amplificatore
gigante per gli antichi dèi...
Un viaggiatore di altri tempi, nell’attraversare il deserto, avrebbe
probabilmente captato il suono da chilometri di distanza. In principio fu
solo un ronzio vago, ma poi una profonda nota bassa si espanse sulla piana
egiziana, forse accompagnata da un’altra nota, leggermente più alta.
Insieme formavano un lugubre accordo riecheggiante.
Man mano che il suono cresceva, l'ascoltatore sarebbe stato colto da
meraviglia e stupore. Deve essere sembrata la voce del Grande Dio, il
Signore stesso dell'Universo.
Quindi, mentre si avvicinava alla sorgente, il pellegrino avrebbe scoperto
la meraviglia più grande di tutte: che il suono si spargeva da un immenso
edificio in pietra che sovrasta di quasi 150 metri la valle del Nilo.
Sull'altopiano di Giza, fuori dal luogo che noi ora chiamiamo Il Cairo, la
Grande Piramide emetteva un messaggio musicale attraverso le sabbie. Per
quanto la cosa possa sembrare straordinaria, "cantava".
L’ingegnosa struttura della Piramide - composta da circa quattro milioni
di blocchi di pietra, con un peso totale calcolato fra le cinque e le
dieci milioni di tonnellate - l’aveva trasformata in un amplificatore
enorme, in grado di raccogliere le vibrazioni dalla terra e trasformarle
in suono.
Propagata dal profondo della camera all'interno delle sue pareti, lungo
condotti creati appositamente, era una musica ricca di simbolismo
religioso, un eco proveniente dal momento della creazione. Ascoltarlo deve
essere stata una delle esperienze più toccanti che si potesse immaginare.
Questo, credo, può essere il segreto più strano mai rivelato di una
struttura che ha sconcertato allo stesso modo le menti di studiosi e
profani per migliaia di anni.
Prima tra le piramidi egizie per le sue dimensioni, e unica nella
precisione e nella complessità della sua struttura, la Grande Piramide ha
generato interminabili speculazioni.
L’opinione comunemente diffusa è che fosse nient’altro che una tomba per
il faraone Re Khufu (anche conosciuto come Cheope). Ma le sue dimensioni
assolute e il suo complesso insieme di camere e cunicoli hanno convinto
molte persone che deve essere stata qualcosa di più.
Per quasi due millenni si sostenne che fosse il granaio di Giuseppe,
l'israelita che salvò l'Egitto dalla carestia ai tempi del Vecchio
Testamento. Il suo disegno difficilmente poteva far pensare che fosse un
deposito per il grano, ma nonostante ciò la leggenda si rivelò durevole.
Quindi nel XX° secolo venne un diluvio di nuove teorie selvagge sul suo
scopo: si disse che era una gigantesca pompa idrica per irrigare le
coltivazioni egizie; una centrale che fornì elettricità per una tecnologia
da lungo tempo dimenticata; una meridiana; un almanacco; un osservatorio
astronomico; un rifugio antiaereo contro l’impatto meteoritico; e persino
un faro di segnalazione per gli alieni.
Personalmente, non ho alcun interesse per tali fantasie. Le mie teorie
sono basate su un attento esame delle prove e sul desiderio di andare
oltre l’insufficienza evidente di quella che è diventata dottrina
comunemente accettata.
L'idea della "piramide cantante" è solo un aspetto del mio lavoro e
ammetto prontamente che è il più speculativo. Ma credo che sia
completamente plausibile, e che abbia molto da dirci sul vero significato
della Piramide.
La dimensione della Grande Piramide è impressionante. Ha un volume di 27,8
milioni di m3, sufficientemente grande per contenere l’abbazia di
Westminster e la cattedrale di San Paolo di Londra, così come le
cattedrali di Firenze, Milano e Roma. È stata utilizzata più pietra nella
sua costruzione che in tutte le cattedrali, le chiese e le cappelle
costruite in Inghilterra dal tempo di Cristo.
Uno studio suggerisce che se questa pietra fosse divisa in cubi di 30,48
cm messi in fila, essi si estenderebbero per una distanza pari ai due
terzi dell'equatore terrestre.
È semplicemente la più grande piramide che sia mai stata costruita, ed è
stata costruita con un’attenzione unica per i dettagli. I quattro lati
alla sua base sono lunghi circa 230,30 m, con una differenza minima
(pochissimi cm fra loro).
Molte pietre sono state tagliate con angoli di 90° incredibilmente
precisi, e il lato orientale e occidentale sono perfettamente allineati al
raggio di curvatura del vero nord.
Tutte le quattro facciate della Piramide, un'area totale di circa 89,012
m2, erano inoltre rivestite da cima a fondo con un manto di calcare
levigato, assemblato con una tale precisione che le giunzioni erano quasi
invisibili ad occhio nudo.
Quando la luce del Sole la irradiava, la Piramide deve aver brillato come
un’unica pietra preziosa.
Camminare dentro di essa - come ho avuto modo di fare molte volte, già da
quando ero uno studente 14enne - è addentrarsi in quello che sembra un
puzzle gigante o un labirinto. In nessun’altra piramide egizia si incontra
un tale sistema sconcertante di stanze, corridoi e gallerie.
Dall'entrata, a circa 18 metri su uno dei lati, un passaggio stretto
conduce nelle viscere, mentre un altro ramifica molto ripidamente nel
cuore della Piramide.
Là, una straordinaria galleria a modiglioni - un’opera architettonica e di
ingegneria già di per sé unica e sorprendente - conduce al luogo più
misterioso di tutti, la cosiddetta Camera del Re.
A differenza del resto della Piramide, costruita in gran parte con il
calcare, la Camera del Re fu realizzata con del granito rosso. Al centro
della stanza ora troviamo una scatola di granito senza coperchio lunga
2,29 metri e larga 1 metro.
Qualunque tesoro si trovasse nella stanza, fu saccheggiato nell'antichità.
E a differenza di quelle delle sue compagne più piccole, le pareti della
Grande Piramide non riportano alcuna iscrizione.
Qualsiasi ipotesi sullo scopo della camera è pura supposizione.
Secondo gli egittologi ortodossi, essa era il luogo di sepoltura di Khufu,
per cui la Piramide fu costruita nel 2550 a.C. La scatola di granito era
presumibilmente il suo sarcofago. Ma la dura realtà è che non c'è alcuna
prova per sostenere queste supposizioni. Nessuna traccia della mummia di
Khufu è mai stata trovata al suo interno, e non ci sono prove evidenti di
una sepoltura umana nella camera. In effetti, non è mai stata scoperta
alcuna documentazione affidabile che Khufu sia stato seppellito, o
rimosso, sia nel sarcofago che nella Piramide stessa.
Oltre a ciò, sono anche tormentato da un problema ancora più fondamentale.
Perché gli egizi avrebbero nascosto il loro re in una camera a quasi 50
metri d’altezza?
C'è molto che ancora non comprendiamo sulle tradizioni religiose
dell'antico Egitto, ma una cosa è certa: il corpo di un re defunto doveva
essere sepolto nella terra, tornando così nell'elemento dal quale, come
tutti gli uomini, era venuto.
Questo è un fatto che rende assurda la teoria della camera sepolcrale.
E se uno pensa agli ostacoli del percorso che qualsiasi corteo funerario
avrebbe dovuto seguire per arrivare là - arrampicandosi in cunicoli
terribilmente angusti e ripidi, senza scalini o appigli - l'idea sembra
ancora più azzardata.
Un altro problema che i teorici ortodossi fanno fatica a spiegare è
l'esistenza dei due piccoli condotti scavati nelle pareti della camera.
Larghi dai 20 ai 46 cm, essi penetrano attraverso molti strati di muratura
ed emergono sulle facciate esterne della Piramide. Uno è lungo all’incirca
82 metri, l'altro 53. Essi non sono rettilinei ma serpeggiano e curvano.
La loro funzione ha da sempre sconcertato gli esperti. Alcuni suppongono
che siano condotti d’aerazione per fornire aria alla camera.
Altri argomentano che i canali avessero uno scopo religioso, per
permettere all’anima del re defunto di lasciare il corpo e viaggiare senza
impedimenti fino ai cieli. Ma nessun condotto simile è stato trovato in
altre tombe egizie, e gli scritti religiosi del tempo raccontano
chiaramente che l'anima di un re può viaggiare facilmente attraverso la
roccia.
La mia opinione è che il re sia stato seppellito da qualche altra parte,
quasi certamente sotto la Piramide.
Ma in questo caso, qual era lo scopo reale della cosiddetta Camera del Re?
Anche se può sembrare incredibile, credo fosse il centro del sistema di
amplificazione acustico della Piramide.
È noto da secoli che la Camera del Re ha proprietà acustiche speciali. Un
ufficiale francese che visitò la Grande Piramide nel 1581 riferì che, se
colpito, il sarcofago di granito "suonava come una campana". Altri
viaggiatori hanno utilizzato la stessa frase per descrivere il fenomeno,
tanto che colpire la cassa e farla risuonare era diventato il trucco
preferito delle guide arabe locali.
Ma ciò non era dovuto solo al sarcofago. Ogni suono transitorio, sia esso
un mormorio o un passo, può generare una risonanza armonica nella stanza
per tutti i suoi 10,46 metri di lunghezza.
Di recente, questo effetto riecheggiante è stato indagato da svariati
ricercatori come un flautista e un tecnico dell’acustica consulente della
NASA. I loro test hanno stabilito che la Camera del Re è particolarmente
sensibile alle frequenze molto basse.
Al suo massimo, l'effetto può essere veramente inquietante. Quando
l'esperto della NASA generò una profonda nota bassa attraverso un sistema
di amplificatori, riferì che la risonanza era così forte che "terrorizzò
diversi membri dell’équipe" e "fece scattare tutti in piedi e correre
verso l'uscita". Parte della spiegazione sta nelle pareti, nel pavimento e
nel soffitto di granito della stanza. Il granito è una roccia che contiene
quarzo, elemento rinomato per le sue qualità vibratorie.
Esperti come il tecnico inglese dell’acustica John Reid hanno supposto che
la pietra fosse stata scelta deliberatamente "come un esperimento per
l’intensificazione della riverberazione". La sua teoria è che sia stato
progettato per amplificare il suono delle voci dei sacerdoti durante i
rituali della sepoltura del re.
Alcuni studiosi hanno affermato che il tipo di vibrazioni generate dalle
pietre può indurre a uno stato alterato della coscienza, e che il
salmodiare era utilizzato nei rituali religiosi di iniziazione. Tuttavia,
le frequenze che eccitano maggiormente la Camera del Re sono ben più basse
di quelle prodotte dalla voce umana. E la struttura della camera
suggerisce ambizioni più grandi e maestose.
Inoltre il soffitto visibile, sopra al quale sono accatastati altri
quattro tetti rialzati, è formato da enormi travi di granito dal peso
complessivo di 1200 tonnellate. Da un punto di vista progettuale, non c'è
alcuna necessità strutturale che giustifichi questa scelta. Qual era
dunque lo scopo di questo imponente complesso di granito?
Io penso che la risposta si possa di nuovo trovare nelle proprietà di
risonanza del granito. Le variazioni in larghezza e in altezza di queste
travi non trovano giustificazioni evidenti se non per differenziare le
loro frequenze risonanti, "accordandole", per così dire, nello stesso modo
in cui un chitarrista allunga o accorcia una corda con le sue dita. Alcune
travi erano incise con profonde scanalature, che avrebbero un effetto del
genere.
Ugualmente sorprendente è che l’intera sovrastruttura sia in pratica
indipendente, inserita tra due gigantesche pareti di calcare ma non
bloccata nella muratura della Piramide.
Secondo un esperto che studiò la Camera del Re con tecnologie di
rilevazione a distanza, le sue fondamenta arriverebbero fino alla base
della Piramide, e sarebbero del tutto svincolate dal restante complesso
della costruzione. Di conseguenza, se così fosse, significherebbe che la
Camera del Re può vibrare senza alcuna interferenza del resto
dell'edificio.
Sembra che anche il suo pavimento sia stato progettato specificatamente
per lo stesso fine.
Piuttosto che su una muratura piatta, come ci si potrebbe aspettare, le 21
pietre del pavimento paiono poggiare su un rivestimento modulare,
paragonabile al cartone corrugato capovolto delle uova, consentendo alle
pietre del pavimento di vibrare liberamente.
Il risultato ottenuto è la trasformazione della Camera del Re in una
specie d’amplificatore gigante.
Ma se le voci umane erano troppo deboli per innescare tutta la sua
potenza, che cosa poteva riuscirci? Credo che la risposta - anche se
sembra incredibile - sia la Terra stessa.
Per capire come, dobbiamo comprendere che il pianeta su cui noi viviamo
entra in risonanza e vibra, sebbene a una frequenza talmente bassa che
nessuno di noi può notare.
Questo perché la Terra è bombardata attraverso lo spazio esterno dalla
radiazione elettromagnetica del Sole e da altri raggi cosmici, che sono in
effetti particelle ad alta energia, nonché da oggetti solidi come i
meteoriti.
Come dice uno scienziato, si potrebbe pensare alla Terra come ad una
gigantesca campana. La Terra colpita dai raggi cosmici vibra allo stesso
modo della campana di una chiesa colpita da un martello. "Il nostro
pianeta canta al ritmo del cosmo".
Questo, sembra, faceva la Grande Piramide. Come l'ingegnere americano
Christopher Dunn ha osservato, la Piramide, coprendo un ampio raggio di
terreno, avrebbe agito come un corno acustico (alla maniera di un vecchio
grammofono) per raccogliere e riprodurre l’equivalente del battito
cardiaco del mondo.
Le vibrazioni avrebbero dovuto viaggiare attraverso le fondamenta della
Camera del Re, per poi stimolare quegli enormi blocchi di granito
risuonando in simpatia.
Tutto ciò sembra magia, ma è fisica di un libro di testo elementare.
Se la mia teoria della "piramide cantante" è corretta, le travi di granito
sopra la Camera del Re furono calibrate affinché risuonassero alla
vibrazione del pianeta e armonizzassero il ronzio della camera, con
un’accordatura per tentativi come con un diapason. Il suono in questa
stanza oscurata sarebbe stato fenomenale.
La mia teoria non suppone che gli egizi avessero un’avanzata conoscenza
scientifica dell’acustica, ma semplicemente che abbiano approfondito le
pratiche attraverso l’osservazione della natura.
Non ci sono dubbi che prima avranno fatto molte prove e commesso molti
errori, forse utilizzando una piramide di prova che in seguito fu demolita
o incorporata in una delle altre piramidi del sito di Giza.
Veniamo ora a quei due misteriosi canali che dalla Camera del Re sfociano
sulle facciate esterne della Piramide, e ad un chiaro scopo per le loro
caratteristiche, che gli egittologi ortodossi semplicemente non possono
spiegare.
Sono convinto che la vera ragione dell’esistenza dei condotti fosse
trasmettere al mondo esterno i suoni emessi dalla camera. Avrebbero agito
in un modo simile alle canne di un organo e, date le loro differenti
lunghezze e profili, ciascuno di essi avrebbe probabilmente modificato il
suono e inviato nel deserto una nota diversa.
Immaginate l'effetto. Avvicinatosi a Giza (quel vecchio viaggiatore con
cui abbiamo iniziato), sarebbe stato testimone della "rappresentazione"
audiovisiva degli eventi del Primo Tempo, del Mito della Creazione.
Avrebbe visto il Sole che batteva sui lati lucenti della Piramide. Quindi
avrebbe udito un ronzio, un rimbombo, quando il suono delle vibrazioni
della Terra era in viaggio attraverso i canali della Camera del Re prima
di esplodere all'aria aperta in una profonda e bellissima nota bassa.
Non sappiamo con certezza quali frequenze fossero implicate.
Né vi è modo di stimare il volume del suono.
Sarebbe stato udito solo sull'altopiano di Giza o anche a distanza di
molti chilometri?
Secondo un esperto di acustica, probabilmente il suono sarebbe stato
udibile nell'intera zona intorno alla piana, dal momento che i suoni di
bassa tonalità tendono a percorrere lunghe distanze.
Le domande che questa teoria suscita sono infinite. Il suono sarebbe
variato di tonalità tra il dì e la notte, con i movimenti della Luna, o
nei momenti di intensa attività tettonica?
Per il momento non ho alcuna risposta. Solo un modello di lavoro
completamente funzionante della Piramide potrebbe risolvere questi ed
altri enigmi. Ma una cosa è certa.
Se la Piramide funzionava davvero in questo modo, allora sarebbe stato di
certo il sito religioso più riverito del mondo antico, un prodigio in
grado di surclassare tutti gli altri.
Perché, vi chiederete, i costruttori della Grande Piramide avrebbero
investito tanto tempo e fatica nella creazione di questo immenso
amplificatore acustico?
La risposta si trova in quello che penso sia il vero fine che spinse alla
costruzione dell'edificio. È opinione comune che gli egizi venerassero il
Dio Sole, e gran parte della dettagliata interpretazione delle piramidi è
costruita su questa base.
La loro figura si crede sia stata ispirata dai raggi solari che irrompono
attraverso le nubi per poi splendere sulla terra in forma piramidale.
Ma io ho una teoria radicalmente diversa: che il fulcro centrale della
religione egizia fosse la creazione del mondo e dell'Universo.
Nei testi egizi sopravvissuti, la leggenda della creazione non è
facilmente rintracciabile.
Diversamente, diciamo, dal resoconto della Genesi, il quale è pieno di
energia sessuale.
Il Grande Dio e la Grande Dea si unirono e in quel momento - come nel Big
Bang ipotizzato dalla scienza "moderna" - in un grande ribollimento e
tremore si crearono i cieli e la Terra. Il materiale per la formazione del
Sole, della Luna e delle stelle venne esploso (eruttato) nel cielo.
Penso che le piramidi non fossero altro che una rappresentazione fisica di
quel processo, l’ascesa dalla terra fino al cielo. È appurato da tempo che
la struttura dei templi egizi simboleggi lo stesso evento mitico.
Osservando la Piramide in questo modo, invece che soltanto come la tomba
di un re, ci dà per la prima volta una motivazione adeguata per la sua
vasta scala, per l’attenzione profusa nei suoi dettagli, e per il suo
inestimabile costo economico.
Nessun re, comunque potente, poteva giustificare tale magnificenza. Ma
lontano da essere un mausoleo, un monumento ai defunti, possiamo quindi
vedere come la Piramide, in tutta la sua smisurata grandiosità e il suo
impenetrabile mistero, fosse una celebrazione stessa della vita.
Questo era il messaggio che credo si espandesse dalla Camera del Re
attraverso il deserto. Qui c'erano gli effetti sonori per considerare la
Piramide come il simbolo e la rievocazione del momento della creazione.
L’antica letteratura egizia attesta l'importanza del suono al momento
della creazione. In numerose versioni del mito, l'emersione di Dio
Creatore dalla terra è accompagnata da grande fragore e agitazione. Gli
dèi gridano. La Terra riecheggia.
La domanda finale è: perché la Grande Piramide non emette più il suo
suono?
È risaputo che la Camera del Re abbia subito un grave danno strutturale
entro alcuni secoli dalla sua costruzione. Le travi del tetto vennero
incrinate e smosse, le pareti forzate e le pietre del pavimento spostate.
Gli egittologi attribuiscono questi danneggiamenti a un terremoto.
La singolarità è che di tutte le stanze al momento conosciute della Grande
Piramide, solo la Camera del Re e la sua Anticamera ne furono interessate.
Nessuna altra sala o corridoio ha riportato alcun cedimento o crepatura.
Io credo che ciò vada addirittura a rafforzare l'idea che la camera avesse
una sensibilità unica alle vibrazioni della Terra. Mentre il resto della
Piramide non fu interessato da questo misterioso shock, pare che la Camera
del Re abbia subito un sovraccarico vibratorio.
Mi domando, infatti, se invece di un terremoto i danni non siano stati
provocati da un grande impatto meteoritico. Si ritiene che uno di essi
abbia avuto luogo nel Medio Oriente intorno al 2350 a.C., solo due secoli
dopo la data di costruzione della Piramide (in base alla cronologia
ortodossa).
Questo impatto, o questa serie di impatti, avrebbe iniettato un’enorme
quantità di energia nella crosta terrestre e avrebbe innescato un
improvviso e massiccio impeto nella vibrazione tettonica. È anche
concepibile che l'onda di energia (o onda vibratoria) abbia semplicemente
superato la capacità del trasduttore sonoro della Piramide.
In tal caso, sarà stata una fine tristemente prematura per un’opera
architettonica enormemente ingegnosa e ambiziosa.
Questo articolo è uscito per la prima volta in inglese il 21 giugno 2003,
sul "The Daily Mail" londinese.
Il sito web di Alan Alford (solo in inglese) è:
www.eridu.co.uk
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