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Pitagora e il Monocorde
Nell'antica
Grecia, il dio Apollo era la divinità della musica e della medicina.
Esistevano templi di guarigione che usavano la musica come forza
principale per armonizzare corpo e spirito. Uno dei pensatori greci più
lungimiranti che continua ad influenzare con il suo pensiero la nostra
cultura è Pitagora, un filosofo del VI secolo a.C., conosciuto al giorno
d'oggi come il padre della geometria. Fu anche il primo intellettuale
occidentale a mettere in chiaro le relazioni tra gli intervalli musicali.
In questa
iconografia si può vedere un giovane che mostra una tavoletta a Pitagora.

Sulla
tavoletta ci sono dei simboli e delle scritte.

Ecco il contenuto della tavoletta: l'indicazione degli intervalli musicali
che Pitagora ha ricavato tramite l'utilizzo del monocorde.

Di seguito
la spiegazione degli intervalli della tavoletta di Pitagora:
Epogdoon = rapporto
di 9/8 che caratterizza il tono pitagorico.
Diatéssaron = intervallo quarta (es. Do-Fa).
Diapénte = intervallo di quinta (es. Do-Sol).
Diàpason = intervallo di ottava (es. Do-Do).
I numeri nella
parte superiore 6, 8, 9, 12 indicano l'ottava (6,12), la quinta (6,9 e
8,12), la quarta (6,8 e 9,12) e la fondamentale (12,12).
Le 10 "I" in basso
rappresentano la tetractis (1+2+3+4=10)
La chiave di questa scoperta
fu uno strumento molto semplice chiamato appunto "monocorde", costituito
da una sola corda tirata su una struttura in legno. Usando il monocorde,
Pitagora fu in grado di scoprire che la divisione musicale creata
dall'uomo dava origine a determinati rapporti. Esaminando gli intervalli
creati da questa divisione, Pitagora scoprì che tutti i rapporti numerici
potevano essere espressi. Questi rapporti numerici, come 2:1, 3:2, 4:3,
erano archetipi della forma, dato che erano dimostrazioni dell'armonia e
dell'equilibrio che si potevano osservare in tutto il mondo.
Se, per esempio, una corda
viene divisa in 2 parti uguali, la nota che essa produce è di un'ottava
più alta della nota prodotta dalla corda intera. Le due parti uguali
vibrano in un rapporto di 2 a 1 (2:1). Se, poi, la corda viene divisa in 3
parti uguali, la corda vibra in un rapporto di 3 a 1 (3:1). Quando la
corda è divisa in 4 parti uguali, questa crea un rapporto di 4 a 1 (4:1).
Tornando ai rapporti sviluppati dalle corde armoniche, è evidente che la
divisione della corda effettuata dall'uomo segue esattamente i rapporti
delle serie armoniche.
È probabile che la nostra
comprensione dei rapporti e del sistema matematico che li governa si basi
sulle osservazioni di Pitagora in campo musicale. Si dice che abbia detto:
"Studiate il monocorde e scoprirete i segreti dell'universo". Dallo studio
di un unica corda vibrante si potrebbero scoprire gli aspetti microcosmici
della vibrazione sonora e, grazie a questo, si potrebbero studiare le
leggi macroscopiche che regolano il cosmo.
Pitagora credeva che
l'universo fosse un immenso monocorde, uno strumento con una sola corda
tirata tra il cielo e la terra. L'estremità superiore della corda era
legata allo spirito assoluto, mentre l'estremità inferiore era legata alla
materia assoluta. Attraverso lo studio della musica come una scienza
esatta è possibile conoscere tutti gli aspetti della natura. Egli applicò
le sue leggi sugli intervalli armonici a tutti i fenomeni naturali,
dimostrando la relazione armonica insita in elementi, pianeti e
costellazioni.
Pitagora parlò di "musica
delle sfere". Pensava che i movimenti dei corpi celesti che si spostavano
nell'universo producessero un suono. Questi suoni potevano essere
percepiti da chi si era preparato con coscienza ad ascoltarli. La Musica
delle Sfere poteva anche essere suonata negli intervalli delle corde
pizzicate.
Per Pitagora ed i suoi
studenti la Musica delle Sfere era più di una metafora. Si diceva che il
maestro greco fosse in grado di sentire i suoni dei pianeti che vibravano
nell'universo. Per secoli gli scienziati hanno fatto ipotesi sulla
relazione tra il movimento dei corpi celesti ed il suono. Recentemente,
usando avanzati principi matematici basati sulle velocità orbitali dei
pianeti, un gruppo di scienziati ha abbinato differenti suoni a differenti
pianeti. Sembra che esista un'incredibile relazione armonica. Forse questo
antico maestro era davvero dotato di un udito in grado di percepire i
movimenti astronomici come suono.
Nell'esempio musicale degli
armonici, la loro creazione è spiegata dai rapporti matematici osservati
sulla corda pizzicata. In realtà gli armonici sono una manifestazione di
tutte le forme di vibrazione. L'udito è limitato ad oggetti che vibrano
con frequenze tra i 16 ed i 25.000 Hz (le vibrazioni comprese in questo
campo sono percepite come suoni udibili), ma questo non significa che,
solo perché non possiamo ascoltare suoni al di sopra o al di sotto di
questi limiti non ci siamo onde sonore impercettibili ovunque. Tutto ciò
che vibra genera armonici. Poiché l'universo è composto unicamente di
vibrazioni, ogni cosa crea note fondamentali con armonici, dagli elettroni
che ruotano attorno al nucleo ai pianeti che orbitano attorno al sole.
Pitagora aveva una scuola sull'isola di
Crotone, dove insegnava le sue spiegazioni ai fenomeni dell'universo.
L'antica scuola misterica operava a tre livelli di iniziazione. Il primo
livello, quello degli "acoustici", insegnava a riconoscere ed a mettere in
pratica le varie proporzioni musicali, spiegate utilizzando il monocorde.
Il secondo livello, quello dei "matematici", approfondiva il discorso con
la conoscenza dei numeri, ma anche con la purificazione individuale e
l'autocontrollo mentale. Prima di accedere al livello successivo era
necessario che il discepolo fosse pienamente consapevole nel corpo e nello
spirito delle responsabilità legate alle sacre informazioni che stava per
ricevere. Il terzo e più alto livello di iniziazione, quello degli "electi",
portava all'apprendimento di procedimenti segreti di trasformazione fisica
e di guarigione con il suono e la musica.
Ben
poco è sopravvissuto degli insegnamenti iniziatici più elevati della
scuola di Pitagora. Gli insegnamenti relativi ai suoi teoremi di geometria
e delle proporzioni musicali sono parte delle nostre conoscenze attuali in
campo numerico e acustico. I suoi concetti filosofici, come la Musica
delle Sfere, continuano a trovare posto nelle dottrine esoteriche. Ma fino
ad ora, i segreti sull'uso del suono e della musica a scopo curativo sono
andati perduti. Si dice che Pitagora morì quando la sua scuola a Crotone
andò in fiamme. Alcuni suoi studenti proclamarono di aver tramandato i
suoi segreti insegnandoli ad altri discepoli in altre terre.
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